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Russiagate: tra fake e troll dei social di Russia e Iran

L’appuntamento più ravvicinato è quello con le elezioni di midterm in Usa e l’attenzione sulla possibilità che la Russia tenti di influenzarne il risultato si fa con il passare dei giorni sempre più alta. Solo qualche giorno fa il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, ha dichiarato alle agenzie di stampa di aver messo in guardia la controparte russa contro eventuali interferenze nelle elezioni a novembre, dopo aver incontrato a Ginevra Nikolai Patrushev, direttore del consiglio per la sicurezza nazionale russa. Ha detto: “Ho chiarito che non tollereremo interferenze nelle elezioni del 2018 e che siamo pronti a prendere le misure necessarie per impedire che ciò avvenga”.
Nel frattempo Facebook e Microsoft qualche misura hanno già da tempo cominciato a prenderla, dopo che sono emersi numerosi casi in cui è stata riscontrata una propaganda coordinata di disinformazione da parte di potenze straniere negli Stati Uniti e in alcuni paesi Europei. In questo articolo vi spieghiamo come Facebook ha scoperto i finti profili coinvolti nel Russiagate.

Ancora 652 pagine fake legate al Russiagate rimosse da Facebook

Il 21 agosto 2018 la compagnia fondata da Mark Zuckerberg ha rilasciato un comunicato in cui spiega di aver individuato una campagna di disinformazione partita da Russia e Iran:

“Oggi abbiamo rimosso numerose pagine, gruppi e account per comportamento inautentico coordinato su Facebook e Instagram. Alcune di queste attività hanno avuto origine in Iran, e alcune hanno avuto origine in Russia. Si trattava di campagne distinte e non abbiamo identificato alcun collegamento o coordinamento tra loro. Tuttavia, hanno usato tattiche simili creando reti di account per ingannare gli altri su chi erano e cosa stavano facendo.

Mettiamo al bando questo tipo di comportamento perché vogliamo che le persone siano in grado di fidarsi delle connessioni che effettuano su Facebook. Stiamo facendo progressi sul contrasto a questo tipo di questo abuso, ma come abbiamo detto prima dobbiamo sapere che si tratta di una sfida continua, perché i responsabili sono determinati e ben finanziati. Dobbiamo costantemente migliorare per rimanere all’altezza. Ciò significa costruire una tecnologia migliore, assumere più persone e lavorare più a stretto contatto con le forze dell’ordine, gli esperti di sicurezza e altre società. La loro collaborazione è stata fondamentale per le nostre indagini, dal momento che nessuna azienda può combattere da sola.”

Si tratta in sostanza della rimozione in 4 continenti di 652 fra pagine, gruppi e profili rimossi che condividevano in maniera coordinata materiale a sfondo politico. Facebook stavolta si è mossa con tempestività, probabilmente per il timore di incappare di nuovo in casi come quello di Cambridge Analytica, altri scandali sul tema della privacy e in quello sui sospetti di interferenze sulle presidenziali Usa del 2016. Per questo Facebook ha preferito non aspettare che le indagini, le analisi e le verifiche del materiale considerato sospetto si concludano e ha bloccato le pagine e la diffusione dei messaggi.

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Lo schema delle connessioni sospette dall’Iran

Ad aver messo in allerta Facebook rispetto a quanto stava accadendo è stata la società di cyber security FireEye, che nelle sue attività di monitoraggio della rete ha riscontrato movimenti anomali. La società afferma di poter indicare con moderata fiducia in attori iraniani i responsabili di questa campagna di disinformazione e ha pubblicato lo schema delle connessioni sospette analizzate e rilevate.

Facebook dal canto suo ha indicato che il gruppo denominato Liberty Front Press cui fanno capo diversi account su Facebook e Instagram con circa 155mila follower, stando alle registrazioni del sito e agli indirizzi IP e degli amministratori risultava legato a media di Stato iraniani, con i primi account creati nel 2013 e con contenuti su Medio Oriente, Regno Unito e Usa. Dalle prime ricerche in effetti non si segnala tra gli obiettivi di questo gruppo quello di influenzare le elezioni di midterm, sebbene non si escluda “che tentativi in questo senso possano essere stati fatti”. Altri due gruppi sono stati segnalati con legami all’Iran.

Come funzionano le attività legate all’intelligence russa

La società di Mark Zuckerberg  ha rilevato anche un quarto gruppo, il cui obiettivo è diffondere notizie false su Siria e Ucraina, legato a fonti che secondo Facebook gli Usa considerano relazionate con l’intelligence militare russa.

Una delle piattaforme rimosse dal social network pare sia stata già al centro di precedenti ricerche: il gruppo  “Inside Syria Media Center diffondeva infatti ricostruzioni pro-Cremlino e pro-Assad raramente supportate da prove”.

Secondo Facebook “la terza parte dell’indagine ha portato alla luce un’altra serie di conti e pagine, la prima delle quali è stata creata nel 2011, che ha ampiamente condiviso contenuti sulla politica mediorientale in arabo e farsi. Hanno anche condiviso contenuti sulla politica nel Regno Unito e negli Stati Uniti in inglese. Abbiamo scoperto questo set per la prima volta nell’agosto 2017 e abbiamo ampliato le nostre indagini nel luglio 2018.”

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Si parla sostanzialmente dei seguenti dati:

Presenza su Facebook e Instagram: 168 pagine e 140 account su Facebook, oltre a 31 account su Instagram.

Followers: circa 813.000 account hanno seguito almeno una di queste pagine e più di 10.000 hanno seguito almeno uno di questi account Instagram.

Pubblicità: oltre $ 6.000 di spesa per annunci su Facebook e Instagram, pagati in dollari USA, lire turche e rupie indiane. Il primo annuncio è stato pubblicato a luglio 2012 e l’ultimo è stato pubblicato nell’aprile 2018. Non abbiamo completato la nostra revisione dei contenuti organici provenienti da questi account.

Anche in questo spesso accade che il contenuto non veritiero nato su questa o altre pagine viene poi ripreso da media legittimi e filogovernativi come Sputnik e RT (oltre che da un certo numero di portali cospirazionisti), per poi essere rilanciato su social network da troll (anche reti di bot, come quelle operanti dalla nota Ira di San Pietroburgo), influencer e utenti comuni.

Anche Microsoft e Twitter rimuovono account

In questi giorni in cui la guardia continua ad essere sempre più alta sui troll e i profili fake costruiti ad arte per diffondere falsi contenuti politici, anche Microsoft e Twitter hanno annunciato di aver bloccato e/o rimosso delle pagine. Microsoft ha rivelato l’esistenza di una nuova campagna di phishing – condotte negli Stati Uniti ai danni di organismi vicini ai repubblicani – che porterebbe la firma di Apt28, un famigerato gruppo informatico che molti addetti ai lavori collegano all’intelligence militare di Mosca. E Twitter ha comunicato di aver fermato ben 284 account (in questo caso ritenuti collegati a Teheran) coinvolti in operazioni di manipolazione dell’opinione pubblica.

Difendersi dalle fake news per difendere la democrazia

Questi e altri casi che stanno emergendo negli ultimi anni dimostrano quanto sia importante difendersi dalle fake news e quanto impedire gli abusi sui social network sia fondamentale per difendere la pienezza del funzionamento democratico delle nostre istituzioni. Non dimenticare mai di usare il web con consapevolezza, controllare le fonti, affidarti a testate affidabili. Il futuro dipende da tutti noi: usiamo la nostra intelligenza per migliorarlo.

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Marketing estivo? Non solo si può, si deve.

6 Consigli su come sviluppare il marketing estivo

Chi dice che d’Estate tutto si ferma, non dice il vero. Il marketing estivo è importantissimo, è sbagliato, infatti, pensare che durante le ferie, la comunicazione di un’azienda si debba arrestare e le campagne di web marketing debbano essere sospese. Come sempre, come per il resto dell’anno infatti, tutti noi d’estate usiamo internet per mille ragioni diverse: consultiamo le notizie, cerchiamo guide di viaggio, prenotiamo alberghi, acquistiamo vestiti durante i saldi e così via.
Prendiamo il dato audiweb di agosto 2017 ad esempio: l’anno passato nel più estivo e vacanziero dei mesi hanno usato internet in Italia 32,2 milioni di persone, il 58,6 della popolazione, per una media di di tempo speso nell’intero mese di 56:23 ore.

Siete ancora sicuri di voler spegnere le macchine e chiudere le pagine nei mesi estivi?

Consiglio n.1: prima di tutto i social network

Il primo consiglio è quello di continuare a produrre e pubblicare contenuti per le vostre pagine sui social network. D’estate percentualmente il peso dei social network aumenta. Sono un numero minore infatti le pagine che visitiamo per lavoro o per informarci e un numero maggiore le visite che facciamo ai social, per vedere le pagine degli amici, commentare le foto delle vacanze o semplicemente svagarci. Naturalmente sono anche differenti i contenuti che vengono diffusi e quindi anche sulle pagine della vostra impresa dovranno esserci post più leggeri, divertenti, capaci di dialogare con il contesto, meglio ancora se pensati per diventare virali. Ma attenzione: ricordatevi di rispettare anche d’estate le regole di base: il solleone e il caldo non giustificano certo errori macroscopici, post che dimostrano evidente trascuratezza o contenuti che possano risultare offensivi per qualunque categoria di persone.

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Consiglio n.2: continuate a scrivere il vostro blog, con un tono diverso

Sospendere la scrittura del blog nei mesi estivi è davvero controproducente: le persone che vi seguono non necessariamente andranno in ferie proprio nello stesso periodo in cui ci andrete voi, potrebbero rimanere delusi quindi di non trovare contenuti per un lungo periodo. Anche qui comunque vale il consiglio di cui sopra: cambiate il tone of voice, scrivendo di argomenti che non sia tecnici, o pesanti, o troppo seri. Ed evitate testo lungi e tutorial: è il tempo di testi brevi e degli speedlinking post, cioè di rassegne di post di approfondimento che chi vorrà leggerà con calma. Non solo, è anche la stagione dei contenuti speciali, nel formato o nell’argomento, che si configurino come una specie di regalo ai vostro follower più affezionati. Potreste pubblicare un video, un e-book o magari un numero zero in pdf da stampare, dedicato ad un tema importante.

Infine: usate gli strumenti a vostra disposizione. Potrete programmare tutto quello che volete con i nuovi tool come Hootsuite, Sprout o Buffer, lavorare in anticipo e godervi tranquillamente le vacanze tenendo lontano qualsiasi pensiero stressante.

Consiglio n.3: se lavorate nel turismo è il vostro momento

Inutile dirvelo: se il prodotto per cui fate web marketing è un prodotto turistico l’estate è il vostro momento. Non potete assolutamente fermarvi: pubblicate foto recenti dei vostri ospiti sui social network, curate l’agenda sul sito, fate attenzione a quanto accade sui siti di recensioni come tripadvisor o su qualsiasi altro social similare. Comunicate, comunicate anche se la vostra struttura è già sold out: chi cerca una struttura ricettiva come la vostra guarderà le foto o leggerà i post, e se lo avete convinto potrebbe anche prendere nota dei vostri contatti per qualche vacanza futura. Se invece non siete ancora pieni probabilmente è il tempo giusto per un qualche investimento in campagne advertisig e pubblicitarie: rivolgetevi a dei professionisti come noi di Mg Group, sapranno indirizzarvi nel modo migliore.

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Consiglio n.4: è un ottimo momento per il buzz marketing

Guardate le immagini di questo squalo. E’ un esemplare di cinque metri misteriosamente ritrovato una mattina su una spiaggia dell’Emilia Romagna. Per una giornata intera ha destato la curiosità di tutti i passati, è finito sui social network, è stato fotografato per le chat di whatsapp di migliaia di persone. Poi nel pomeriggio si è scoperto che si tratta di un’operazione di marketing legata al lancio della saga di Sharknado su Sky Cinema Max.
Non è detto che dobbiate essere così creativi, ma ricordatevi che l’estate è il momento migliore per un marketing di questo tipo, per video virali e lanci provocatori. Bastano anche piccoli investimenti o piccole cose, l’importante è che restino ben piantate nella memoria di chi vi si imbatte.

Consiglio n.5: personalizzate le iniziative di marketing estivo

Sconti speciali, concorsi a premi, prodotti omaggio, pacchetti: l’estate – come ogni ricorrenza in generale – è il momento di prendersi cura dei vostri clienti e lavorare alla fidelizzazione. Fate sentire speciali i vostri clienti o i vostri follower! Ricordate sempre che è molto più facile che chi è già vostro cliente acquisti di nuovo, e molto più difficile acquisire un nuovo cliente. Quindi non abbiate dubbi: se organizzate dei saldi mandate un’anticipazione via mail alla vostra newsletter, controllate chi l’ha aperta, mandate ulteriori offerte a coloro che sembrano effettivamente interessati ai vostri prodotti. E ancora: provate con il remarketing, potreste occupare uno spazio che viene lasciato vuoto dai vostri concorrenti proprio a causa delle ferie estive e della riduzione di personale.

Ultimo consiglio: se non ve la sentite, fate lavorare qualcuno per voi.

Ultimo breve, brevissimo consiglio: avete letto questo articolo e proprio non riuscite ad immaginarvi davanti al computer occuparvi di marketing estivo e scrivere contenuti? Vi capiamo, anche voi avete bisogno del meritato riposo. Però sappiate che state perdendo delle occasioni e che una soluzione perché ciò non accade c’è ed è a portata di mano. Affidatevi ad un’agenzia esperta, che abbia nel suo team le professionalità che servono a fare ciò che avete in mente. Basta poco e i le vostre pagine continueranno a funzionare anche mentre siete sdraiati sulla spiaggia, senza pensieri e senza l’ansia dei potenziali clienti perduti. La migliore web agency a Massa Carrara, Mg Group Italia è a vostra disposizione, basta una telefonata estiva per attivare il marketing estivo: non esitare!

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Lego Movie 2: arriva il Sequel, lo storytelling perfetto continua

Lego Movie 2: arriva il Sequel, lo storytelling perfetto continua

Il 2019 sarà l’anno del sequel di ‘Lego Movie‘, il film della Lego che, nel 2014 con il primo episodio, fece parlare di sé milioni di bambini e famiglie, ma anche e soprattutto lasciò a bocca aperta decine di migliaia di comunicatori, pubblicitari, esperti di marketing in tutto il mondo. Si scrissero migliaia di articoli sulla stampa e sui blog, i cui titoli avevano per lo più un tono di estasi ed esaltazione: ‘il miglior esempio di storytelling della storia’, ‘il miglior brand storytelling di sempre’, ‘Lego Movie ha creato uno standard per lo storytelling’ e così via.
Ora vi starete chiedendo cos’è lo storytelling. Vi basti sapere per il momento che è un insieme di tecniche usate per costruire una narrazione, nel marketing ma non solo, una storia da raccontare capace di trascendere dalla classica pubblicità che si limitava solamente ad illustrare le caratteristiche proprie dei prodotti.
Proprio qualche settimana fa, agli inizi di giugno, è stato diffuso il trailer di Lego Movie 2 e questa nuove uscita è parsa a noi di Mg Group Italia una buona occasione per spiegarvi perché con questi film la Lego ha mostrato a moltissime aziende una tra le strade migliori per promuovere i propri prodotti, fare marketing, ottenere risultati sull’aumento delle vendite.

1- I prodotti sono solo un mezzo, ciò che i clienti acquistano è un’idea.

Un’idea o una promessa: a ben guardare è questo che ci stimola ad acquistare qualcosa. Scegliamo qualcosa sulla base dei valori espressi dal prodotto, o sull’evocazione di un miglioramento di qualsiasi aspetto della nostra vita quotidiana, o ancora compriamo un certo prodotto perché esso sembra prometterci qualcosa, spesso divertimento, benessere e svago.
Questo è il caso della Lego, fin dalla sua fondazione: il suo sistema di gioco è esso stesso, intrinsecamente, una promessa di divertimento basata sul valore della creatività. Ogni azione di marketing della Lego rafforza la stessa idea: con i mattoncini si creano infiniti oggetti e con essi infinite storie, si stimola la creatività di adulti e bambini e non ci si annoia mai.

Molti brand hanno capito che devono associare un valore positivo al proprio nome, e hanno cominciato a fare storytelling marketing o campagne promozionali in cui associano l’acquisto del prodotto ad una qualche azione di solidarietà (piantare alberi, contribuire alla costruzione di una scuola in un paese povero, portare cure e medicinali negli scenari di guerra). Lego con ‘Lego Movie’ è stata maestra in questo, associando un semplice gioco di plastica ad un’arte come il cinema che incarna, insieme al complesso delle arti figurative, l’idea stessa della creatività. Lego ha voluto dirci ‘il mio gioco è talmente creativo che può essere la base per un’opera artistica come un film, se hai fantasia con i tuoi mattoncini puoi costruire una complessa storia di 90 minuti che appassionerà grandi e piccini e vi regalerà un pomeriggio di divertimento’.
Un’ultima cosa: avete mai pensato a quanto sia straordinario dal punto di vista commerciale convincere i propri clienti a pagare un biglietto per vedere un gigantesco spot al cinema? Altro che inbound marketing, Lego con questa iniziativa ha messo in discussione ogni definizione preordinata.

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2- Il marketing della lego è transmediale

Con ‘Lego Movie’ la Lego ha aggiunto nel 2014 un tassello da 60 milioni di dollari di investimento alla sua strategia di marketing e comunicazione transmediale. Che significa? Significa che Lego ha speso 60 milioni di dollari per portare i suoi contenuti brandizzati sul grande schermo in tutto il mondo. Ma questo non è stato l’unico media su cui essi sono stati veicolati: ci sono stati short film come Lego Star Wars o Lego Indiana Jones; serie Tv come Lego Ninjago, Lego Bionicle o Lego Friends, o episodi speciali per specifici canali tv come Cartoon Network o Disney come accaduto per alcuni episodi di Lego Marvel Super Heroes o Lego Scooby Doo o video più brevi destinati esclusivamente a YouTube. Ma non finisce qui: Lego ha investito (e poi venduto negli anni di crisi) in parchi di divertimento tematici e brandizzati chiamati Legoland, in videogiochi, in libri, maglietta, gadget di ogni tipo, fino a diffondere nelle scuole dei kit, chiamati Lego Story Starter, facenti parte di una speciale linea ‘education’, destinata ad essere usata per stimolare la capacità degli studenti di raccontare storie. Naturalmente a tutto ciò sono stati affiancati negli anni tutti gli strumenti più classici delle campagne di comunicazione, dagli spot video, passando per i banner sul web e le pagine sui social media, fino alla cartellonistica.
Lego ha così dimostrato di sapere che che oggi il pubblico è alla ricerca non solo di storie perfette, pensate in maniera specifica per il media con cui verranno distribuite, ma anche di un universo narrativo che possa esplorare in molteplici modi. Il content marketing non basta, serve un marketing – come quello Lego, transmediale e non semplicemente cross-mediale: esso non ripete lo stesso identico contenuto sulle diverse piattaforme e i diversi media, ma invece produce contenuti differenziati, adattandoli alle potenzialità del canale scelto e costruendo un mix mai ripetitivo e mai ridondante.

3. Contenuti differenti, storytelling coerente

Sembra ovvio, ma non per tutti lo è. Quante volte abbiamo visto aziende, anche grandi, comunicare con uno storytelling confuso, parcellizzato, contraddittorio, rivisto e modificato più volte nel tempo? Capita spesso che un marchio che abbia diversi prodotti pensi di promuoverli con narrative dall’impostazione e dai contenuti differenti. Niente di più sbagliato. La Lego insegna che avere una narrativa coerente è fondamentale per garantire che i consumatori possano acquistare non solo la marca ma anche la sua storia. Negli anni l’azienda ha sviluppato sempre lo stesso filone, senza mai tradire i valori delle origini. Godtfred Kirk Christiansen, presidente e CEO del gruppo, figlio dello storico fondatore, era solito dire agli albori dell’azienda dei suoi mattoncini che ‘il loro unico limite è l’immaginazione’: con il film ‘Lego Movie’, ancora oggi, a più di 60 anni dalla loro nascita, il marketing di quest’azienda si rivela essere orientato a dimostrare questo assunto. E che dire delle grandi mostre che recentemente hanno attraversato la nostra penisola portando nelle stanze dei musei oltre 600.000 mattocini lego? La narrazione è sempre la stessa.

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4. Lego conosce i suoi clienti e sa perché comperano i suoi mattoncini.

Lego conosce i bambini e gli adulti che comprano i suoi mattoncini. Sa che vogliono libertà, innovazione e intelligenza. Sa che sono tutti un po’ architetti, operai e scrittori: progettano forme nuove, vogliono costruirle con le proprie mani per ambientarvi poi storie e personaggi frutto della loro fantasia.
Il prodotto Lego quindi deve ogni giorno incontrare i gusti del suo pubblico, ma deve anche forgiarli, ispirarli e stimolarli al tempo stesso: l’obiettivo dell’azienda produttrice è ispirare in ogni modo e in ogni occasione i giovani a inventare creazioni sorprendenti, ad immaginare le loro storie e lasciare che la loro immaginazione sia libera. In qualche modo Lego vende uno stile educativo e uno uno stile di vita cui i suoi clienti aderiscono entusiasticamente.

Creare storie capaci di rispecchiare i veri motivi per cui delle persone acquistano un prodotto è una regola fondamentale del marketing basato sullo storytelling e orientato alla creazione di brand value. ‘Lego Movie’ rispecchia quei motivi non solo per il mezzo scelto, ma anche per la storia che il film racconta: una storia positiva e divertente, spesso buffa, in cui un comune omino LEGO viene erroneamente identificato come la persona più straordinaria di sempre e la chiave per la salvezza del mondo, ma solo grazie alla creatività riuscirà a risolvere positivamente il conflitto tra ‘buoni’ e ‘cattivi’. Sarà lo stesso anche per il secondo film? Dal trailer si intuisce di si.

5. Tornare bambini: la nostalgia che convince gli adulti ad acquistare

Gran parte del successo del ‘Lego Movie’ è dovuto alla nostalgia che induce negli adulti. Tutti sognano di poter tornare bambini, tutti provano piacere quando devono aiutare il proprio figlio a montare una scatola di Lego. Il film ha congiunto nuovamente le generazioni: per mano, genitori e figli, nonni e nipoti  hanno attraversato le porte del cinema per un film che piace a tutta la famiglia. In questo modo Lego attraversa le generazioni: diviene oggetto del desiderio dei bambini ma soprattutto anche degli adulti che sono coloro che detengono realmente il potere di acquisto.

La nostalgia è un grande perno per lo storytelling e per accrescere le vendite di molti prodotti: si pensi a Giovanni Rana e al suo continuo richiamo ai tortellini di una volta, oppure a quelle linee di elettrodomestici che richiamano forme e colori degli anni ‘60. È il passato in tutti questi casi che muove le corde emotive giuste.

Ora che sai perché la Lego ha conquistato i cuori di comunicatori e clienti con ‘Lego Movie’, e ora si appresta a farlo per la seconda volta con il sequel, è bene che tu sappia che lo storytelling marketing non è un investimento che si può fare soltanto se si hanno a disposizione 60 milioni di euro. Bastano anche cifre considerevolmente più piccole per creare una storia che parli dei valori di un marchio per una piccola o media impresa, o che si rivolga ad un target territorialmente delimitato. Perché non provare? La nostra web agency può fornirti le idee e le professionalità necessarie ad immaginare un piano basato sullo storytelling. Contattaci al più presto, anche solo per avere informazioni e farti un’idea: la tua azienda aspetta solo di crescere. Affidati ad una delle migliori web agency di Milano.

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I Video sono il futuro: IGTV di Instagram ne è la prova.

Instagram ha lanciato da poco Igtv, con un evento dedicato che si è tenuto a San Francisco, una nuova applicazione per i video digitali. Noi di Mg Group Italia, web agency a Milano, l’abbiamo provata e vi spieghiamo come funziona. Vi spieghiamo come potete usarla se siete singoli utenti, ma soprattutto come può essere usata dalle aziende per nuove campagne di web marketing e per accrescere la rete di potenziali clienti. L’importante è sempre scegliere il social network giusto per i propri obiettivi.

Una app stand-alone, ma connessa alla gigantesca rete di Instagram

Igtv è molto semplice da utilizzare: basta scaricarla e si possono da subito utilizzare le proprie credenziali di Instagram per loggarsi. Si possono seguire automaticamente tutti coloro che già si seguono sul famoso social network oppure costruire una nuova rete. La nuova app è una struttura stand-alone, ma non rinuncia alla gigantesca rete di Instagram, che conta su oltre un miliardo di utenti, moltissimi giovani e millennials. Tutti i video che vengono caricati su Igtv sono visibili anche da Instagram, grazie ad un’icona che si trova in alto a destra nella schermata iniziale, oppure direttamente sul profilo di chi ha pubblicato un contenuto video. Diversamente da quanto accade con le ‘stories’ del social madre, i video pubblicati su Igtv non vengono cancellati dopo 24 ore ma raccolti nel canale dell’utente dove saranno rintracciabili a tempo indeterminato.

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I video verticali: un formato per fare concorrenza a YouTube

All’apertura di Igtv non servono tempo o operazioni per cominciare a guardare i video: la riproduzione comincia da sola, in automatico, come accade con l’esperienza che tutti noi facciamo ogni giorno con la tv. Questa user experience è richiamata anche da alcuni dettagli, come l’effetto sintonizzazione di una vecchia tv analogica che per qualche istante si manifesta prima che parta il video, ma soprattutto dalla possibilità di ‘cambiare canale’ semplicemente scrollando verso sinistra o verso destra. In sostanza su Igtv si può fare zapping, esattamente come lo si fa quando si guarda la tv, con la differenza che i contenuti sono generati dagli utenti e ottimizzati per i dispositivi mobile.

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La vera novità infatti è che – diversamente da quanto accade con YouTube – i video sono in formato verticale e si adattano perfettamente agli schermi dei telefoni e alla modalità con cui gli utenti li registrano spontaneamente e più facilmente.
Anche la lunghezza è una novità per instagram: sarà infatti possibile caricare video lunghi fino ad un’ora. Questa possibilità è attualmente accordata soltanto ad alcuni profili, ma la casa sviluppatrice assicura che in poco tempo sarà sbloccata per tutti gli utenti. Nel frattempo tutti possono caricare video tra i 15 secondi e i 10 minuti. E tutti possono – come ci ha abituati a fare NetFlix, riprendere la visione da dove l’avevano lasciata.
A questo si aggiunga che per il momento su Igtv non c’è pubblicità e Instagram promette che non ci sarà nemmeno in futuro.
Sono così 3 gli elementi su cui si gioca la concorrenza con il colosso di YouTube: l’imitazione dell’esperienza classica di una tv, il formato adatto agli schermi degli smartphone e l’assenza della pubblicità. Dalla sua YouTube ha di essere un gigantesco archivio video, probabilmente irraggiungibile, e di essere già al lavoro per sviluppare nuovi progetti legati al mondo della musica: chi vincerà?

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La tv generata dai video degli utenti: uno sguardo al futuro

Ciò che è certo è che i video digitali user-generated stanno vincendo sui contenuti editoriali della classica tv. Instagram ha letto molto bene gli studi che dicono che entro il 2021, i video per mobile rappresenteranno il 78% del traffico dati mobile totale. E che i gruppi di pubblico più giovani passano più tempo a visualizzare i contenuti di creator amatoriali anziché quelli di creator professionisti.
E’ quindi bene che anche le imprese interessate a conquistare nuovi clienti prendano atto di questa nuova realtà. Igtv promette di diventare in poco tempo un canale imprescindibile per creare un legame con quelle community di millennials che rappresentano una fetta sempre più dinamica e importante dei consumi. Video permanenti e più lunghi permetteranno alle aziende di sviluppare una brand identity complessa, capace di fare perno sul racconto emotivo, su immagini e storie che vanno oltre il classico spot di pochi secondi. L’obiettivo sarà quello di instaurare connessioni più solide con i clienti potenziali mentre altri aspetti della propria strategia aziendale vengono costruiti su altri canale e con altri strumenti.

Il futuro dei video è il media diffuso: cogli l’occasione di arrivare prima degli altri.

Il futuro dei video sta arrivando: non perdere l’occasione di essere un’avanguardia nel tuo settore e di arrivare prima degli altri ad un nuovo pubblico. Il formato video, inserito in un media diffuso, generato nell’immediatezza e senza filtri dai contenuti flash degli utenti, cambierà il nostro rapporto con l’advertising e il marketing. Se vuoi avere informazioni su come cominciare a costruire la presenza della tua azienda su Igtv non esitare a contattarci. La nostra esperienza nel web marketing ci impone di essere sempre aggiornati sulle nuove possibilità di questo mercato: per questa ragione sapremo indicarti gli strumenti migliori per potenziare il tuo business.

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Marketing 4.0: un’opportunità per il futuro delle imprese

Tante aziende stanno avviando un percorso di trasformazione digitale in ottica Industry 4.0 e Marketing 4.0, una nuova declinazione del concetto di marketing che rappresenta un’opportunità per ridefinire il futuro delle imprese italiane.

Industria 4.0 e digitalizzazione dei processi produttivi, distributivi e di consumo, sono gli elementi alla base del cambiamento.

Non si tratta solo dell’introduzione dei nuovi strumenti tecnologici ma di un vero e proprio salto di qualità a livello organizzativo e di marketing da parte delle aziende: occorre modificare, infatti, processi e strategie, al fine di implementare nuovi modelli di business per competere nel mercato e trasformare le esigenze dei clienti in benefici tangibili.

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Ma qual è il ruolo del marketing 4.0 in questa nuova partita?

È evidente che la tecnologia ha modificato il modo in cui i clienti si relazionano con le aziende e si connettono tra di loro, ponendo loro stessi al centro del proprio universo. Così, ad essere coinvolti in questo processo di trasformazione non sono solo le organizzazioni ma anche i consumatori, sempre più esigenti e iperconnessi.

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Dopo il Marketing 1.0 basato sui prodotti, il Marketing 2.0 in cui si spostava il focus sui clienti e il Marketing 3.0 in cui si spiegava il sistema dei valori che un’azienda dovrebbe esprimere, nasce il nuovo concetto di Marketing 4.0, che punta alle relazioni e alle connessioni tra aziende e clienti. Questo nuovo approccio permette alle imprese, da una parte di reagire in modo più efficiente alle variazioni della domanda e dall’altra di avvicinare la distanza tra loro e il consumatore finale.

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E così, come il marketing si adegua all’ondata della nuova rivoluzione industriale, quest’ultima si adatta al nuovo comportamento dei consumatori introducendo sistemi di produzione intelligenti che permettono di conoscere in anticipo gusti ed esigenze degli utenti e superare il tradizionale approccio del mercato di massa in esperienze di consumo personalizzate.

Qual è allora oggi la grande sfida?

Il Marketing 4.0 rappresenta, quindi, un ulteriore ripensamento dell’argomento marketing, focalizzato sulla convergenza tra nuovi bisogni del consumatore e trend tecnologici. Si tratta di un approccio nuovo che unisce l’interazione offline a quella online tra azienda e clienti, riflettendo soprattutto sul cambiamento del cosiddetto customer journey, ovvero il viaggio del cliente dal momento in cui entra in contatto col marchio fino a quando acquista e vive una vera e propria user experience.

Il nuovo modello prevede 5 A (fasi):

Scoperta (aware)

Attrattiva (appeal)

Ricerca (ask)

Azione (act)

Passaparola (advocate).

Le imprese trasformano i dati, intesi come bisogni, desideri, emozioni e comportamenti delle persone non solo in prodotti ma in veri e propri servizi (servitization) e in un’assistenza continua al cliente, protagonista assoluto di ogni processo decisionale.

MG Group Italia potrà aiutare la tua impresa a creare relazioni e connessioni con i tuoi clienti attraverso l’attuazione di strategie di Marketing 4.0

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Disponiamo anche di altre sedi, tra cui la nostra web agency a Modena. Se sei del territorio, dovresti valutare almeno una chiamata conoscitiva. Noi ti abbiamo avvisato!

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Come e perché creare un blog di successo

A volte si associa la creazione di un sito web o un blog ad una sorta di passatempo a cui dedicarsi quando si è meno indaffarati; ma la verità, che viene spesso sottovalutata o ignorata è che creare un blog e fare in modo che funzioni è un lavoro a tutti gli effetti.

Se non si dedicano la giusta costanza ed il giusto impegno, qualsiasi siano gli obiettivi alla base – guadagnare online, farsi conoscere, promuovere prodotti o servizi – si farà la stessa fine della maggior parte delle persone che falliscono. Creare un blog è una promessa, un impegno che ci si prende con il lettore, un impegno da rispettare.

Prima di intraprendere l’avventura del blogging e della creazione di contenuti, è bene domandarsi se si ha effettivamente bisogno di creare un blog e la motivazione alla base.

 

Il Big Why”la motivazione alla base della creazione di un blog, il carburante che alimenterà l’attività di blogging e che aiuterà a mantenere la costanza nella creazione di contenuti, differenziandosi, soprattutto, dal resto delle persone o dalla concorrenza.

Ecco 10 motivi sul perché creare un blog.

1. Vuoi crearti un futuro migliore?

Creare un blog di successo è per molti un’occasione incredibile di cambiare il proprio futuro.

Grazie al blog:

  • molti hanno trovato un nuovo lavoro (senza nemmeno cercarlo)
  • altri hanno raddoppiato o triplicato le entrate ed il fatturato della propria attività
  • altri si sono creati delle rendite automatiche
  • alcune multinazionali hanno formato delle leadership di pensiero, creando un grande seguito di possibili clienti
  • altre aziende invece hanno appiattito fino ad eliminare completamente la cattiva reputazione che si era creata tra i consumatori nei confronti dei propri prodotti.

2. Vuoi aiutare gli altri ed avere un impatto sulla loro vita?

Creare un sito web di successo significa prima di tutto scrivere per gli altri: solo così i contenuti che verranno pubblicati attireranno l’interesse di qualcuno.

Tutti noi abbiamo prima o poi dovuto affrontare e risolvere qualche problema, problema che sicuramente si presenterà di fronte ad altri individui. La chiave per scrivere dei buoni contenuti è quella di risolvere i problemi degli altri raccontando le proprie esperienze, i successi, i fallimenti, e le tecniche utilizzate per superare gli ostacoli.

Così facendo sarà inevitabile avere in qualche modo un impatto positivo sulla vita di coloro che leggeranno i contenuti del tuo blog.

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3. Vuoi distinguerti dalla massa e/o dalla concorrenza?

La maggior parte delle persone non ha un blog, la maggior parte delle aziende non è presente on-line o nei social media con i giusti contenuti, la maggior parte degli individui opera nella mediocrità.

Mi capita di imbattermi continuamente, frequentando gruppi Facebook, forum di discussione o il web in generale, in persone che dichiarano di voler avviare il proprio blog, annunciandosi magari con il primo post che hanno pubblicato pochi secondi prima. Puntualmente quel post è, se tutto va bene, il penultimo o terz’ultimo che scriveranno.

C’è così tanta mediocrità al mondo che, se farai le cose con più qualità e costanza rispetto alla media, oltre che con una buona strategia, posizionerà te stesso/a in un piedistallo rispetto al resto della massa (o la tua azienda/attività rispetto alla concorrenza).

4. Vuoi guadagnare online?

Sebbene in molti casi il blog non debba essere per forza uno strumento di guadagno diretto, in altrettanti casi lo è. Molti sono coloro che hanno creato un sito web o blog per guadagnare online e ci sono riusciti con successo. È vero che per divertirti a bloggare non devi necessariamente guadagnarci qualcosa. In tanti casi infatti, l’idea di guadagnare con il tuo blog potrebbe precluderti il piacere stesso di bloggare. Ma è anche vero che oltre al divertimento il blog può portare molti altri benefici, tra cui proprio quello di ottenere una rendita automatica ad esempio con Google Adsense 

5. Vuoi imparare di più su un determinato argomento?

Gestire regolarmente un blog significa anche imparare nuove cose su un determinato argomento. L’azione di blogging coincide con un percorso evolutivo ed educativo non solo per il lettore ma anche per chi pubblica contenuti.

Puoi bloggare, come abbiamo detto, per aiutare gli altri, insegnando una cosa che sai fare molto bene. Ma puoi aiutare gli altri anche condividendo quello che stai imparando attualmente, o il tuo percorso di apprendimento in un determinato campo, riportando tutti i successi, ma anche i fallimenti del caso.

E’ quello che ha fatto per esempio Groove con il suo blog, dove sta condividendo il proprio viaggio per raggiungere un reddito mensile di 100.000 $

Leggi anche Content Marketing: i contenuti che fanno la differenza

 

6. Vuoi creare un network di persone importanti con i tuoi stessi interessi?

Non importa che accada attraverso commenti, e-mail, social media o altri tipi di canali, resterai sorpreso dalla rapidità con cui conoscerai nuove persone sul web. Più che conoscere, stringerai vere e proprie relazioni che saranno utili sia per te che per chi collaborerà con te.

Stabilire relazioni costituisce, fra l’altro, uno degli elementi chiave per raggiungere il successo con un blog.

7. Vuoi avviare una nuova attività?

Alcuni bloggano tanto per farlo, altri per guadagnare online, altri per promuovere la propria attività. Sta di fatto che il blog di per se può costituire una grandissima opportunità di business. Molti sono coloro che hanno trasformato il proprio blog in una nuova attività, oppure lo hanno usato come strumento per esplodere quella che già avevano.

E’ il caso per esempio di Nando e Sara di Your Inspiration Web, che grazie al blog hanno convertito la propria attività di web designers freelance in un’azienda con un fatturato a 7 cifre.

Questa opportunità introduce anche il prossimo punto.

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8. Vuoi far conoscere i tuoi prodotti o servizi ed aumentare il fatturato della tua azienda?

Se hai dei prodotti (oppure hai in mente di crearne di nuovi cominciando per esempio a vendere info-profotti), allora il blog è quello che fa per te: un’occasione incredibile per attirare clienti gratuitamente. Se pubblichi contenuti che parlano dei tuoi prodotti o servizi, oppure dei tutorials, consigli e altri contenuti ad essi correlati, riuscirai ad attrarre un tipo di audience interessata a quello che offri e di conseguenza promuovere gratuitamente la tua attività.

9. Vuoi generare traffico gratuitamente?

Attraverso la produzione di contenuti diventa molto più facile generare traffico qualificato in maniera costante e gratuitamente, a differenza di un sito web con pagine statiche.

Google predilige, oltre quelli di qualità, anche i contenuti recenti ed aggiornati, così come i lettori stessi, che si iscriveranno ai tuoi feed Rss, alla tua mailing list o ai canali social per sapere quando rilascerai nuovi contenuti.

Parallelamente i social media come Facebook, Twitter e tutti gli altri canali ti aiuteranno a portare ancora più traffico attraverso le ricondivisioni dei lettori.

10. Vuoi posizionarti come esperto?

Bloggare ti metterà nella posizione di esperto. Dal momento che scrivi online e rendi pubbliche le tue conoscenze in rete, vieni automaticamente etichettato come esperto su un determinato tipo di argomento. C’è sempre qualcuno che ha bisogno di risolvere problemi o necessità che tu hai già superato, e quindi sei per forza di cose più esperto di lui.

Il posizionarti come esperto, aumenterà in maniera incredibile la fiducia dei tuoi lettori (e di conseguenza la vendita dei tuoi prodotti o servizi), i quali continueranno a seguirti, condividere i tuoi contenuti, ed aumentare la tua popolarità, oltre al ranking del tuo sito! 

Vuoi cambiare la tua vita?

Se almeno una delle tue risposte a queste domande è “Si” allora significa che hai bisogno di creare un blog. Tutte queste domande si possono riassumere in una sola comanda: “vuoi cambiare in qualche modo la tua vita?”

Il blog è la giusta occasione per farlo; aiutare gli altri, creare nuovi business o accrescere quelli già esistenti, guadagnare online, posizionarti come esperto, creare una rete di importanti relazioni e collaborazioni sono tutti elementi che inevitabilmente cambieranno in modo positivo la tua vita.

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Un nuovo look per le caselle Gmail

Corrono diverse voci sul cambiamento di look che a breve riguarderà Gmail: si vocifera che la piattaforma di posta più utilizzata al mondo sia alla vigilia dell’adozione di tante novità legate ad un nuovo aspetto e ad alcune importanti modifiche relative al suo funzionamento. Secondo quanto rivelato da Techcrunch, tra poche settimane si potranno scambiare su Gmail messaggi effimeri, sulla scia di quello che già succede su Snapchat, con tanto di timer per l’autodistruzione. Ci sono novità interessanti nel futuro prossimo di Gmail. In inglese la nuova funzionalità pare si chiamerà Confidential mode e si tratterà di una sorta di contenitore protetto all’interno del quale sarà possibile inviarsi messaggi speciali. Le missive in viaggio su questo canale avranno una vera e propria data di scadenza, impostabile a piacimento, oltre la quale non saranno più visibili, scaricabili né stampabili. Non solo: le normali operazioni di copia e incolla al loro interno saranno impossibili, e per la loro visione si potrà richiedere un codice di accesso sms che il destinatario riceverà sullo smartphone.

Leggi “Crea una campagna di Email Marketing efficace in 5 mosse”

Confidential Mode

La novità renderà molto più interessante il servizio di posta di Google, ma è ancora presto per candidarla a soluzione ideale per le comunicazioni sicure. Come fa notare da subito TechCrunch, ci sono ancora due aspetti poco chiari di questo Confidential mode: il primo è l’eventuale funzionamento al di fuori della cerchia di utenti Gmail, del quale non si ha conferma; il secondo è l’impiego o meno della crittografia end-to-end per i messaggi, che sarebbe l’unica soluzione efficace per impedire veramente a chiunque di accedere al contenuto delle missive in ogni circostanza.

Affidati alla nostra web agency a Pavia per lo sviluppo e la crescita del tuo business online!

MG Group più Grandi insieme

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Google My Business, cos’è e come funziona

Gratuito e facile da usare, Google My Business è lo strumento dedicato alle aziende per gestire la loro presenza online. Dal motore di ricerca a Google Maps, permette di mostrare agli utenti i dettagli della propria attività.

Google My Business non costa nulla, basta un account Gmail

Contribuisce a rafforzare il brand della tua azienda. Chi cercherà su Google la tua attività, tra i risultati di ricerca, oltre al sito web, comparirà anche la tua scheda Google My Business.

Nella scheda ci saranno il logo, le indicazioni sulla mappa per raggiungere la tua azienda, il numero di telefono, il sito internet ed eventuali orari di apertura. Tutte informazioni che rassicurano il cliente e gli trasmettono una sensazione di affidabilità verso quella che è la tua attività.

In oltre le informazioni Google My Business sono responsive, così da poter essere visualizzate correttamente anche da dispositivo mobile, facendo così evitare all’utente di zoomare il testo per leggere.

Nella scheda è possibile vedere immagini e tour virtuali nonché trovare le indicazioni topografiche per raggiungere la tua azienda.

Con Google My Business puoi interagire con gli utenti

Oltre ad una vera e propria scheda associata all’azienda, con immagini, descrizione dell’attività e contatti, con Google My Business, c’è anche la possibilità di interagire con gli utenti grazie alle loro recensioni e commenti.

Se le recensioni sono positive migliorano la reputazione dell’azienda facendo guadagnare fiducia nel brand.

Naturalmente, è buona norma replicare alle recensioni, anche in caso siano negative, per guadagnare la fiducia e rafforzare la propria presenza nei confronti dei clienti. Ricorda che chiunque abbia un account Gmail potrà scrivere una recensione ed esprimere il suo parere sulla tua attività.

Interagire con i propri potenziali clienti vuol dire poter fornire loro informazioni utili nel momento in cui gli stessi effettuano ricerche.

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La tua attività verrà verificata da Google: un’ulteriore referenza per i tuoi clienti

Google dovrà accertarsi che le informazioni inserite in una scheda Google My Business siano veritiere e corrispondano ad un’azienda esistente. Normalmente questo avviene attraverso il canale telefonico oppure tramite l’invio di un coupon con un codice.

La garanzia della veridicità dei dati inseriti nella scheda, è una referenza di affidabilità per chi è interessato alla tua azienda.

Google My Business va incontro alla SEO

Compilare correttamente e interamente la scheda di Google My Business, inserire immagini, richiami ai Social e il link al sito web, aiuta a posizionare meglio la tua attività nella Serp di Google.

Le recensioni lasciate dagli utenti e le tue interazioni contribuiscono ad accelerare la tua visibilità online. Vedi Essere competitivi sul web con una strategia SEO efficace

Monitorare l’andamento della tua scheda nelle ricerche Google

Dovrai essere sempre in grado di conoscere l’andamento della la tua scheda nelle ricerche Google.

E’ importante sapere quale tipologia di utenti visita la scheda della tua azienda. Potrai infatti avere accesso a dati statistici sull’andamento delle visite, la tipologia degli utenti e altre informazioni.

Tali dati sono relativi al numero di utenti che hanno visto il sito, a quelli che hanno richiesto informazioni per raggiungere la sede, oppure permettono di sapere quanti hanno telefonato.

I post di Google si possono utilizzare per pubblicare offerte di prodotti e servizi che verranno visualizzati sulla ricerca di Google e Maps. Attenzione, perché è importante pubblicare sempre contenuti pertinenti l’attività della tua azienda.

Sebbene Google My Business sia una piattaforma facile da utilizzare, per ottenere i risultati migliori, le informazioni della scheda andranno inserite in modo esaustivo e originale, così da fare la differenza e da attirare gli utenti verso la tua azienda tenendoli lontano dai competitors.

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Come compilare la scheda Google My Business in modo che sia efficace

Il detto, vale più un’immagine di mille parole, si applica anche in questo caso. Inserire tra i contenuti immagini di qualità è la regola per colpire l’attenzione. Non accontentarti di foto scattate con lo smartphone ma rivolgiti a dei professionisti e noi di MG Group Italia sapremo valorizzare al meglio i contenuti che vuoi rappresentare.

La prima immagine che deve rimanere in mente è quella del profilo. Dovrà essere il logo della società o qualcosa di inerente l’attività svolta.

Seguirà un’immagine di copertina di risoluzione maggiore, come per esempio una fotografia dell’azienda ripresa dall’esterno.

Potranno essere aggiunte immagini degli spazi interni, l’esposizione dei prodotti e magari anche del personale.

Nella descrizione dell’attività non potranno mancare, oltre ad una chiara descrizione dei servizi offerti, gli orari di apertura e i contatti.

Se la tua azienda ha più sedi, Google My Business ne consente una gestione unica, attraverso un solo account.

Per ognuna delle sedi si possono inserire informazioni e immagini differenti.

Alcune astuzie per gestire al meglio Google My Business

E’ molto consigliabile attivare le notifiche via mail, in modo che quando un utente inserisce un commento e una recensione potrai interagire con lui in tempo quasi reale. Leggere i commenti ti servirà per capire se qualcosa deve essere migliorato.

Come sempre, cerca di sfruttare i canali Social. Non è necessario essere attivo su tutti, ma cerca di individuare quali sono quelli più pertinenti alla tua attività.

 

In breve i vantaggi di Google My Business

  • Non costa nulla, è facile da usare e Google mette a disposizione questo strumento a chiunque abbia un’azienda e sia in cerca di visibilità in rete.
  • Aumenta la Brand Awareness. Far capire a Google che ci sei contribuisce ad una maggiore presenza in Internet, mettendo a disposizione degli utenti la scheda della tua azienda.
  • La scheda è responsive e quindi mobile friendly
  • Se la tua azienda ha più sedi puoi tenerle sotto controllo con un unico account.
  • Tutte le informazioni degli utenti che interagiscono con il tuo profilo Google My Business sono statisticabili attraverso report semplici e precisi.

Se hai deciso di dare ancora più visibilità alla tua azienda, rivolgiti a MG Group Italia per la creazione del tuo profilo Google My Business.

I nostri professionisti di Web Marketing sono a disposizione per creare la soluzione che fa al caso tuo.

 

 

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Il Neuromarketing e i processi decisionali

In un mercato saturo di stimoli pubblicitari, dove migliaia di marche bombardano costantemente il pubblico, l’emergente disciplina del Neuromarketing è di forte interesse per gli studiosi del settore. Incentrata sullo studio dei processi mentali che soggiacciono alle decisioni, il Neuromarketing è fondamentale per la comprensione dei meccanismi cerebrali al momento dell’acquisto e per poter esercitare un certo potere di influenza sulle scelte del consumatore. 

Che cos’è il Neuromarketing?

Il Neuromarketing è, in poche parole, l’applicazione della neuroscienza al allo scopo di analizzare i processi irrazionali che avvengono nella mente del consumatore e che influiscono inconsapevolmente sulle decisioni di acquisto oppure sul maggiore o minore coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand. Questo consente di comprendere l’eventuale efficacia persuasiva dei messaggi pubblicitari e di risolvere tanti dubbi legati alle preferenze e alle scelte dei consumatori. 

Il Neuromarketing si distingue dalle altre discipline per la prospettiva scientifica che lo caratterizza. Non si tratta, infatti, di leggere ed interpretare la mente, ma della applicazione di un vero e proprio metodo scientifico e di una serie di studi condotti in laboratorio e altamente controllati. Per la prima volta con il Neuromarketing e con processi mentali del cervello del consumatore, i brand hanno la possibilità di addentrarsi nell’80% delle decisioni più o meno inconsapevoli degli individui per comprendere a fondo quello che pensa il cliente.

Gli strumenti del Neuromarketing

La risonanza magnetica funzionale e l’elettroencefalogramma consentono di ottenere le immagini del cervello al momento della ricezione di stimoli esterni o durante lo sviluppo di un’attività, mostrando quali aree cerebrali nello specifico si attivano. Questi strumenti sono un’importante fonte di informazioni ma hanno un costo molto elevato.

L’eye-traking è una tecnica che permette di analizzare il punto di fissazione oculare e di registrare la dilatazione e la contrazione delle pupille. Questa funzione può essere molto utile poiché è stata riscontrata una correlazione tra la dilatazione della pupilla e l’interesse o l’attenzione dell’individuo nei confronti di uno stimolo e tra la contrazione della pupilla e l’avversione o il disgusto verso un determinato stimolo.

La misurazione della risposta galvanica della pelle consente di misurare le variazioni nelle proprietà elettriche della pelle, in seguito alla variazione della sudorazione. Alcuni studi hanno evidenziato la relazione tra il segnale GSR e alcuni stati mentali, come stress, stanchezza e coinvolgimento, per questo motivo questa tecnica può essere di grande interesse per i marketer.

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I segreti dei consumatori

Grazie al Neuromarketing il processo decisionale alla base di tanti acquisti non è più un mistero inesplorabile. Di seguito i quattro grandi ambiti in cui questa nuova disciplina ha apportato eccellenti risultati.

  • L’olfatto. I sensi hanno un potere evocativo molto potente. Il cervello ricorda molto meglio gli odori ed è in grado di processarli a livelli di subconscio più profondi rispetto agli stimoli che riceve tramite la vista. È il senso maggiormente emozionale e, pertanto, uno di quelli che funziona meglio per instaurare un rapporto profondo con il cliente. Ora le marche approfittano dell’olfatto attraverso il marketing olfattivo: per esempio, i supermercati posizionano i forni in modo strategico cosicché i clienti siano stimolati a comprare di più. Al giorno d’oggi, il 35% delle marche possiede un “odotipo”, un odore che rievoca la marca e che provoca nel consumatore sensazioni associate alla stessa
  • L’attrazione per il pericolo. Il marketing ha spesso utilizzato la paura e le allerte sanitarie per provocare reazioni nei consumatori. La logica che sta dietro a questo processo è che tutti avvertiamo il pericolo e proviamo il sentimento di paura. Però, questo, non funziona come ci si aspetterebbe: per esempio, nonostante le campagne pubblicitarie legate al rischio provocato dal fumo del tabacco, milioni di persone continuano a fumare. E, secondo gli studi neurologici, questo succede perché questi messaggi inquietanti attivano il nucleo dell’ansia, facendo sì che i fumatori non solo non vogliano smettere ma sentano anche un maggior bisogno di accendere una sigaretta.
  • Il nome della marca è un altro elemento fortemente influente e attiva risposte cerebrali subcoscienti differenti, cosicché, tra le altre, il naming è una strategia vitale per assicurare il successo.
  • I colori, nella pubblicità e nelle neuroscienze, rappresentano un mondo che viene studiato approfonditamente per la capacità di modificare idee ed emozioni associate ad una marca.

 

Applicazione del Neuromarketing: Pepsi e Coca-Cola

Celebre esempio di Neuromarketing è la campagna pubblicitaria lanciata nel 1975 dalla PepsiCo per cui i consumatori venivano sottoposti ad un esperimento: si facevano assaggiare sia la Pepsi che la Coca-Cola senza che i soggetti sapessero quale fosse una e quale l’altra. I consumatori dovevano indicare la loro preferenza in termini di gusto e la maggior parte degli intervistati preferirono senza alcun dubbio la Pepsi. Nonostante questi risultati, Coca-Cola continuava ad essere l’impresa con la maggior quota di mercato.

Perché Pepsi non era leader del settore delle bibite gassate nonostante fosse la preferita per il suo sapore? 67 volontari furono collegati ad un tomografo e ad una risonanza magnetica durante l’assaggio di entrambe le bibite: si notò che, quando questi bevevano si attivavano le zone relazionate al sistema di ricompensa del cervello. Ma quando venivano mostrate le marche delle bibite nei volontari si attivava la corteccia prefrontale mediale, la zona del cervello che si occupa del pensiero superiore che genera una serie di immagini e le relaziona a sensazioni e sentimenti. Grazie a tutto ciò che il brand era in grado di provocare in modo incosciente e inconsapevole, Coca-Cola continuava ad essere leader nel settore.

Siamo esperti in Neuromarketing e studiamo da anni i processi decisionali di potenziali clienti e consumatori.

Affidati alla nostra web agency a Pavia, tra le nostre varie sedi, una delle più innovative del territorio.

Contattaci e studieremo la migliore strategia di comunicazione adatta al tuo business

MG Group Italia

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Navigare con smartphone, come migliorare l’esperienza utente

La diffusione globale degli smartphone ha fatto si che ormai le pagine Internet visitate tramite questi dispositivi, siano molte di più rispetto a quelle visualizzate da computer Desktop o Notebook.

Il crollo delle vendite di computer, sia fissi che portatili è un segnale chiaro: molte persone usano il dispositivo mobile come unico mezzo di navigazione.

L’utente pretende dalla navigazione mobile un’esperienza appagante

Addirittura, molte ricerche in internet, ormai vengono effettuate da mobile anche nel caso si abbia un pc a portata di mano.

L’utente, non considera più l’esperienza Internet mobile, come un surrogato di quella che può essere ottenuta da desktop. Pretende un’esperienza piena ed appagante.

L’obiettivo di rendere facilmente fruibili i contenuti tramite dispositivi così piccoli, si ottiene attraverso siti web dal design responsive. Questo permette che il layout si adatti alle diverse risoluzioni degli schermi rendendo così più fruibili i contenuti e la navigazione del sito.

Il vantaggio di avere un sito responsive è anche quello di poter lavorare con un unico layout che funziona su tutti i dispositivi, smartphone, tablet, computer e anche eventuali dispositivi futuri.

Visto il costante aumento degli accessi ad internet via smartphone e tablet, Google, rivolge sempre più attenzione all’esperienza di navigazione attraverso i dispositivi mobili.

Un sito responsive è avvantaggiato rispetto a quelli che non lo sono, proprio grazie alle sua proprietà di essere auto adattabile a seconda del dispositivo utilizzato.

Al contrario i siti non mobile friendly potrebbero subire una penalizzazione ed essere retrocessi a livello di posizionamento.

Non adeguare il proprio sito al mobile vuol dire mettere in difficoltà l’utente, che per visualizzare correttamente le informazioni sarà costretto a zoomare il contenuto e dovrà destreggiarsi con link minuscoli e poco visibili.

Si capisce bene che di fronte ad esperienze di questo tipo l’utente si innervosisce, abbandona la navigazione e va a cercare un sito che sia più facilmente navigabile.

Immaginiamo una situazione del genere in un sito di e-commerce e a quanti clienti si possono perdere.

La chiarezza dei contenuti è fondamentale per convincere il cliente a scegliere e quindi comprare.

Gli acquisti in Internet attraverso il dispositivo mobile

Gli acquisti online, nel nostro paese, non solo sono aumentati, ma per buona parte vengono fatti attraverso lo smartphone, sia da web che attraverso un’app.

Non molto tempo fa dallo smartphone si dava solo una veloce occhiata al prodotto da acquistare, e una volta scelto, lo si ordinava successivamente dal computer di casa. Oggi, molti potenziali acquirenti considerano il mobile uno strumento definitivo per i loro acquisti, arrivando tramite esso a fare anche la transazione vera e propria.

Quando un utente, navigando con il proprio smartphone, arriva su un e-commerce che non è mobile friendly, ci sono ottime probabilità che lo abbandoni a causa della navigazione poco agevole.

Le sue preferenze si orienteranno così verso un e-commerce concorrente.

Meglio un sito ottimizzato per lo smartphone oppure un’App?

Il primo vantaggio del sito è che l’utente può incontrarlo per caso durante la navigazione.

Il sito responsive trasmette sempre la sensazione di essere più ricco di informazioni rispetto ad una App.

Le app al contrario dei siti web non sempre richiedono la connessione. Si dimostrano più interattive, sono adatte per fare e-commerce e possono inviare notifiche.

In ogni caso per valorizzare l’esperienza di navigazione sarebbe opportuno sviluppare sia un sito responsive che la relativa App, soprattutto se si tratta di un e-commerce.

Con una call to action ben studiata che invita ad installare l’app, si fidelizza l’utente che otterrà un valore aggiunto e un esperienza che va oltre quella fornita dal sito.

Durante la fase di sviluppo di un sito responsive, la grafica andrà snellita e si potrà decidere se ridurre la visibilità solo ad alcuni contenuti.

Difficilmente chi naviga da mobile sarà interessato a menu secondari come i “credits”, “chi siamo” ecc.

Potrebbe essere opportuno progettare una diversa gerarchia dei contenuti, i quali per garantire all’utente una migliore esperienza, andranno ordinati secondo una priorità differente rispetto al sito desktop.

Un sito mobile friendly può essere creato usando i cms più diffusi come WordPress e Joomla che permettono infatti di realizzare siti responsive senza che si conosca html o css.

Se però vogliamo che il nostro sito abbia un layout personalizzato e un ottimizzazione più mirata, come la possibilità di poter eliminare contenuti superflui, allora sarà necessario intervenire manualmente sul codice di programmazione.

E’ il caso di loghi e scritte che sul sito desktop sono d’effetto e ben visibili, ma da mobile, sono troppo piccoli da poter essere visti chiaramente oppure diventano troppo invadenti.

Un sito su misura per il mobile sarà leggero e focalizzato sui contenuti, con un menu di navigazione chiaro e ben visibile. Deve essere lineare e facilmente navigabile senza pop up invadenti o banner pubblicitari troppo grandi.

Un altro vantaggio del design responsive è quello che consente di poter lavorare su di un unico sito. Non sarà infatti necessario dover usare un altro dominio per creare un secondo sito specifico per il mobile.

Così facendo si eviterà di creare contenuti duplicati che potrebbero portare a penalizzazioni da parte di Google.

Un sito specifico per il mobile avrà tempi di caricamento più rapidi, facendo si che gli utenti usufruiscano comodamente di contenuti che sarebbero altrimenti pienamente godibili solo da desktop.

I vantaggi della navigazione da Smartphone quando si è in movimento

I dispositivi mobili sono sempre più usati per cercare informazioni pratiche quando si è in giro. Indirizzi o indicazioni, così come recensioni di prodotti o servizi.

L’utente deve arrivare velocemente al contenuto che vuole, così da poterlo consultare a colpo d’occhio.

Lo smartphone, permette di accedere rapidamente a contenuti tramite QR code che l’utente può trovare ormai ovunque.

Questo permette di scoprire offerte, leggere pubblicità oppure essere usato come tessera fedeltà in tanti punti vendita.

Sfruttando le funzioni di localizzazione, si potrà rendere l’esperienza ancora più completa.

Ormai tutti gli smartphone e tablet dispongono di una funzione di geo localizzazione che può essere sfruttata per dirigere l’utente verso un luogo particolare, come un ristorante oppure un’attrazione turistica.

Se vuoi che il tuo sito web sia apprezzato anche nella navigazione da smartphone, se il tuo e-commerce non è mobile friendly e non vuoi perdere clienti, contatta subito Mg Group, una delle migliori web agency a Pavia.

I nostri esperti  in siti web ad Arezzo, sapranno consigliarti le giuste soluzioni per essere sempre competitivo.